17 Giugno 2012: in visita al Quirinale

Gli Anta sfidano il caldo romano

 La partenza all’alba è stata ben dura ma il nutrito gruppo di giovani ha ben voglia di andare alla conquista di Roma e della casa degli italiani dove… Bruno porta, per la ben nota sede del circolo, una missiva da conseganre addirittura al presidente Napolitano.

Ore 5,30: il torpedone arriva, siamo tuttti, si parte per Grosseto dove gli ultimi partecipanti ci attendono e, completata l’allegra comitiva, si parte per la meta finale. Una sosta a Montalto di Castro con un buon caffè e via.. Roma!

La giornata è ben calda e lo si intuisce dal mattino, l’aria è satura d’umidità e tutti ci aspettiamo dolori con il caldo ed infatti, nel corso della giornata, è mancato di veder comparire l’arcangelo Gabriele come nei migliori films di Fantozzi ma il caldo non è certamente mancato.

Non racconterò puntualmente cosa è stato visto poichè le immagini della galleria fotografica parleranno per mio conto ma, piuttosto, vorrei evidenziare il grande patrimonio artistico che noi italiani abbiamo e che, molto spesso, non comprendiamo o non manuteniamo.

I grandi monumenti sono certo splendidi, le antiche rovine, i capolavori sono innumerevoli ma… la cultura del mantenimento e della conservazione purtroppo è carente e non solo per la mancanza di fondi: spesso sembra proprio volontà.

Mi hanno colpito i divieti generalizzati di fare le foto divenuti ormai così diffusi da impedire praticamente l’uso di una fotocamera ma dei quali spesso se ne ignora il motivo. Tanti tanti anni fà, quando iniziavo a fare le mie prime fotografie, mio padre, fotografo, mi disse: sai perchè esistono i divieti di fare foto? Ebbene è nato come divieto di usare il flash e poi è diventato generalizzato perchè comunque troppi sono coloro che non rispettano alcuna norma di buona creanza con la macchina fotografica; comunque il motivo secondo alcuni è dovuto al calore del lampo di luce prodotto da un flash (lampade allo xeno) che *potrebbe*, a lungo andare, surriscaldare e quindi danneggiare i dipinti ad olio o tempera.

Trovo che la spiegazione abbia poco senso poichè : il tempo medio di emissione di un flash si aggira nell’ordine di 1/50.000 di secondo e le lampade allo xeno surriscaldano veramente poco. Sono molto più deleterie, a livello termico, le alogene che sono sempre presenti nei musei per illuminare correttamente le opere esposte.
Allora perchè tutto questo *vietato fotografare*, soprattutto con il flash? A mio modesto parere sono tre i punti:
1) Una mitragliata di flash continua all’interno di un museo o di una chiesa disturba e anche molto.
2) Praticamente la totalità delle opere esposte ha una qualche forma di copyright (spesso del museo/ente) e si vuole, con questo divieto, evitare la riproduzione non autorizzata di opere d’arte a tutto favore della vendita dei cataloghi delle mostre/luoghi/eventi.
3) Misure di sicurezza antifurto o antiattentato (ormai negli ultimi tempi è quasi il motivo principale) o anti contraffazione.
Quindi fotografare, con buonsenso, dovrebbe essere certamente consentito in molti dei luoghi dove è vietato oggi poichè fissa momenti unici e tramanda testimonianze della storia che, magari, incentiveranno anche un po’ di turismo in più.

Comunque, qualche piccolo ricordo lo abbiamo portato della giornata e, quindi, ecco la nostra galleria fotografica:

Quale era la missiva? Una richiesta particolare per noi che siamo fieri di essere parte di questa Nazione che, mi ha appena confermato Bruno, è stata esaudita e quindi… presto festeggeremo al circolo di promozione sociale Gli Anta di Braccagni! (no, non dirò in questo articolo di che si tratta, prima… ne faremo una foto).


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