Concessioni regione Toscana: il fracking incombe?

Torniamo sulle preoccupazioni per il nostro sistema idrico sotterraneo.

Ci è stato segnalato il seguente link della regione Toscana che riporta in auge il problema sul quale abbiamo già scritto:

http://www.regione.toscana.it/-/permessi-concessioni-e-impianti#Permessi

In tempi non lontani c’è stato anche un incontro organizzato dall’assessore all’ambiente Tei del Comune di Grosseto e la società che ha perforato (e fatto fracking come loro alla fine hanno ammesso parlando di fratturazione) dalla quale siamo usciti soddisfatti da un lato (infatti la vicinanza del Comune è stata importante) e ancora più preoccupati dall’altro.

Per comodità riportiamo il link al nostro precedente articolo:

http://culturale.braccagni.net/wordpress/?p=1936

Fateci sapere che ne pensate: dormiamo sonni tranquilli oppure no considerando anche la presenza di acqua nel nostro sottosuolo?


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One Response to Concessioni regione Toscana: il fracking incombe?

  1. nello says:

    Robi, mi hai battuto in volata, non è come la famosa favola della volpe e l’uva, solo che non sapevo come piazzare l’argomento se metterlo in qualche precedente articolo o farne uno nuovo. Avevo intenzione di scrivere qualcosa sull’energia, poi negli ultimi giorni le continue paginate in cronaca nel Tirreno sull’argomento da te postato, mi hanno indotto a prendere tempo, così…
    Tu chiedi se si deve stare tranquilli o meno, io penso proprio di no. Con un governo che fa e disfa su tutti gli argomenti a distanza di poche ore non c’è assolutamente di stare tranquilli. Onestamente penso che il fracking abbia subito un rallentamento se non addirittura il completo azzeramento visto i costi e i risultati ottenuti nella zona (come dici non si sono limitati ai sondaggi), però se non vado errato rimane ancora l’autorizzazione nel comune di Grosseto. Discorso diverso è per la geotermia viste le caratteristiche geologiche della Regione e viste le disposizioni legislative (pensa Robi, visto che nell’ambiente hai vissuto, che nei dintorni del paese hanno trovato acqua a 37°C per i pozzi per irrigazione, cosa c’è a 2000-3000 m? forse niente o forse vapore). A questo si aggiunge la cronica fame energetica italiana, dove la mancanza di materie prime ci penalizza. Mi sembra che anche su questo blog ho già espresso il mio pensiero, cioè che sono favorevole alle rinnovabili, ma che le cose debbono essere fatte con la testa e non solo per essere più bravi degli altri. Purtroppo quest’ultimo mi sembra il principio adottato dai politici, diamo l’Ok a tutti senza pensare ai danni collaterali che si creano, così via ai 400 ha di pannelli a terra nella zona del Morellino, o ai 100 dell’Aratrice, diamo il via alle perforazioni fra gli olivi dell’Amiata-Val d’Orcia e per non essere da meno fra le vigne del Montecucco (mi sembra che anche il Monteregio sia almeno sfiorato visto che anche i comuni di Massa M e Gavorrano sono interessati). Il quotidiano “the Guardian” metteva la Maremma come meta di grande interesse turistica e consigliava gli inglesi a venirci, i nostri amministratori a tessere pavoneggiarsi, ma se avessero letto per bene l’articolo (ed io ho letto quanto suntato nel Tirreno) si sarebbero accorti che fra le lussuose visite (Andana etc) c’era anche la cantina progettata da R.Piano (non affondo sul produttore) che guarda caso è in zona Monteregio. In zonaVal d’Orcia invece si produce, per lo meno stando agli innumerevoli premi, il miglior olio d’oliva del mondo. Spero che chi da queste autorizzazione dica: ma chi se ne frega, noi siamo più bravi degli altri. Io invece la penso diversamente: siamo i più ignoranti (nel senso che non sanno) di altri (ma ripeto a quel livello lo sono quasi tutti). Io sono per la geotermia anche spinta, ma so benissimo che il vapore della zona di Larderello è diverso da quello dell’Amiata (ci sono in quest’ultimo delle impurità pericolose per l’ uomo, tipo arsenico, mercurio ed altro) e non credo che il pericolo sia nel suo utilizzo (ci sono tecniche che praticamente azzerano la dispersione in aria), il pericolo forte è nella sua ricerca, in quanto le profondità che si raggiungono nella perforazione sono tali che gioco forza interessano i livelli superiori dove di norma ci sono acque potabili o comunque industriali, in entrambi i casi vengono a contatto direttamente o indirettamente con i nostri organismi (se ricordate stessi problemi del fracking area Bruna).
    La mia esperienza lavorativa mi porterebbe a fare un’aneddotica sull’ignoranza (o forse sarebbe meglio dire sulla superbia, so tutto mi) degli amministratori in fatto di energia e sui “derivati” positivi o negativi. Dico soltanto questo: alla fine degli anni ’70 in piena bagarre per centrale nucleare Montalto sì o no, si sentivano cose più disperate, per cui l’ENEL editò un bellissimo libro in materia dove si mettevano a confronto super esperti mondiali con le rispettive tesi a favore o contro. Penso che sia stata l’unica volta di un libro del genere, libro che fu dato solo agli amministratori interessati al progetto Montalto ( io lo lessi perché all’epoca mio cognato era Presidente del Parco) : bene fra le altre cose c’era anche un richiamo sul rischio sismico (l’unico mio dubbio nella mia campagna a favore) e la centrale sarebbe (è, però a policombustibile) nata a pochi chilometri da Tuscania, zona tuttora classificata a rischio, colpita pochi anni prima da un tremendo terremoto (pensiamo a cosa è successo due anni fa in Giappone). Nessuno lo fece presente (non ricordo nemmeno che tale dubbio affiorò ai contestatori, strano uno era anche il futuro presidente dell’ENEL, è inutile si casca sempre lì la politica è una bella e ricca cosa….).

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