Il Fotografo dei nostri giorni più belli

Questa notte ci ha lasciato Ivane Giannini; il Fotografo dei nostri giorni più belli.

Per chi come me è cresciuto a Braccagni, lui era il Fotografo, il Giannini, il Babbo del nostro Robi cui facciamo le condoglianze, così come a Vienna, sua moglie e a tutti coloro che gli volevano bene.

“Se questo è un uomo “ è il titolo del celebre libro di Primo Levi dove racconta, perchè il mondo sappia, la sua reclusione nei campi di concentramento nazisti. Levi si domandava e domandava a chi legge il libro, se lui, prigioniero costretto a cose inumane, era un uomo in quei momenti, se tutti coloro che venivano sottoposti a quelle disumane torture potevano dire di essere uomini.

La risposta ce la danno i sopravvissuti ai campi di concentramento, tra questi il Babbo di Robi Giannini, che per me era, è e resterà il Fotografo dei miei giorni più belli.

Ivane Giannini, che noi eravamo abituati a vedere sempre sorridente e disponibile, mai fermo, sempre attivo; portava con la dignità che solo gli Uomini degni di questo nome esprimono in modo naturale, il segno indelebile dell’esperienza dei campi di concentramento Nazisti sul suo braccio, il tatuaggio dell’infamia di chi lo fece, del dolore di chi lo subì e della dignità di chi lo ha portato in vita sempre con se.

La dignità dell’Uomo che ha vinto la barbarie e ha saputo ricostruirsi una vita, una vita rifiorita nell’ amore della famiglia e nel pudore, con passione e vitalità.

Ha onorato fino all’ultimo momento, con il suo esempio di vita, coloro che, suoi compagni in quell’avventura maledetta dei campi di concentramento, non ce l’hanno fatta. Li ha onorati vivendo e dando alla vita figli, donando a chi gli stava vicino il piacere di vivere, il piacere di parlarci, di vederlo sempre attivo, sempre positivo sempre indaffarato a far qualche cosa per la famiglia.

Ho scritto cose che lui forse non avrebbe, nella sua riservatezza, apprezzato, lo so e gli chiedo scusa, ma adesso che fa parte dei più, il suo ricordo per ciò che veramente è stato, serve a noi, che dobbiamo percorrere questa strada che ci porterà da lui prima o poi, a vivere con dignità insegnando a noi stessi e ai nostri figli come impedire che le tragedie da lui vissute, non si verifichino più sulla faccia di questa terra.

Grazie Ivane per aver accompagnato con discrezione con le tue fotografie, i momenti più belli della nostra vita, grazie per aver vissuto con dignitosa umiltà la vita del nostro paesello, grazie per aver vinto il male supremo, la barbarie dell’umanità portandone il segno visibile sulla tua carne e invisibile nel tuo cuore, senza mai ostentarlo, senza mai aver professato vendetta e malignità, ma sempre offrendoci serenità e gioia di vivere con il tuo esempio di pace tra gli uomini di buona volontà.

Un abbraccio commosso ai tuoi familiari, a Vienna e al nostro amico Robi, condoglianze a tutti coloro che ti volevano bene; che Dio ti accolga nella sua pace assoluta.

Patrizio Galeotti

n.r.: non potevamo trovare parole migliori per ricordare Ivane. Alla famiglia e al nostro amico Robi l’abbraccio commosso del blog, del Gruppo Tradizioni Popolari e del Centro di Promozione Sociale


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