Lo stoccaggio di gas, le certezze e le incertezze della scienza…

Braccagni, 28/10/2012.

Piove, i cani dormicchiano ed io vago in internet tra un lavoretto e l’altro in cerca di musica quando, ad un certo punto, trovo un filmato interessante che credo valga la pena di essere visto da chiunque.

Si inquadra perfettamente con l’aspra polemica che oggi imperversa sui massmedia in merito alla sentenza di colpevolezza per la super commissione scientifica che non avvertì in tempo l’Abruzzo e con la nostra preoccupazione relativamente ai rischi legati al fracking ed al progetto di stoccaggio presentato dalla Indipendent Resources relativamente alla concessione ‘Casoni’ a alla concessione ‘Fiume Bruna’.

Dopo aver visto questo mi è venuto in mente, chissà perchè, il blogger Aldo Piombino che cerca di smentire giocando sulle parole la prof.ssa D’Orsogna sulla tecnica utilizzata al Madonnino (si dice Ribolla, ma in realtà è proprio dietro la chiesa della dritta del Madonnino, al bivio di Ingegnere, il sito in oggetto) e viene a sua volta smentito dalla compagnia concessionaria stessa sul proprio sito web con un semplice copia-incolla su un qualunque traduttore inglese-italiano.

Si, sono curioso il giorno 6 novembre prossimo di vedere cosa verrà fuori in Comune a Grosseto in quel pubblico incontro presieduto dall’ass.Tei con i professionisti che interverranno e con gli stessi investitori (e magari anche il citato blogger sarebbe gradito con il proprio contributo di ideee).

Temo che il Comitato SOS Braccagni avrà il suo bel da fare su tanti fronti e spero che i nostri concittadini si rendano partecipi in massa a questa nostra ricerca della verità che ormai tutti pare rendano così sfuggente. Alle istituzioni tutte guardiamo ormai con lo stesso piglio con il quale si guarda uno sconosciuto: saranno con noi cittadini o contro di noi? Si preoccuperanno del bene di tutti i cittadini o soltanto di pochi eletti?


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16 Responses to Lo stoccaggio di gas, le certezze e le incertezze della scienza…

  1. nello says:

    Sulla Repubblica di ieri c’era un articolo che evidenziava il fallimento (anche reale di alcune società, mi pare una quarantina) di tale metodo estrattivo. E pensare che ci sono sempre molti amministratori che ritengono praticamente ininfluenti le conseguenze ambientali rispetto al costo per le nostra economia…….

  2. Prendiamo atto che di metano ce ne sarebbe poco. Uso il condizionale: c’è da vedere se la società rinuncerà alla concessione o meno, è quello il metro su cui capire se c’è o non c’è metano…

    poi “sono stati fatti dei mini interventi di fracking”: ok, ma al solito la domanda da porsi è “con quali ausiliari? solo prodotti ceramici? o sono stati usati anche degli acidi? Dove e fino a che profondità? le camicie dei pozzi come sono state eseguite?”
    se qualcuno glielo potesse domandare…

    Purtroppo non potrò vedere la trasmissione. Ci sarà la possibilità di vederla su un sito?

    • agostino says:

      Il punto è che se hanno fatto anche minimi interventi di fracking hanno violato la legge indipendentemente da ciò che hanno usato, poichè la concessione non li prevede…. il che quindi diventa molto importante dal punto di vista della legittimità, anche se da quello della materiale pericolosità può sembrare di poco conto. Le regole vanno rispettate.

      • Carlo Vellutini says:

        La trasmissione andrà in replica domani alle 12,15. Purtroppo è pesante per metterla sul nostro canale you tube. Vedremo se ci riusciamo. Il sindaco ovviamente non è entrato in tema, credo che sappia quello che, dopo, ha detto l’azienda che parla, se non sbaglio, di frack job sul suo sito. Dunque mi sembra che anche chi è esperto discuta su ciò che è o non è avvenuto e sulle differenze tra fracking e frack job. Sinceramente ho difficoltà anche io a capirne le varietà. Fatto sta che lui dice che i carotaggi non hanno dato gli esiti sperati. Dirà anche che ci sono richieste per sondare il terreno per la geotermia e che è un po’ preoccupato per la questione della miniera di caolino di Torniella.

        • Carlo Vellutini says:

          La trasmissione è registrata e, comunque, il tema del fracking era di contorno ad un’intervista dedicata a tutto tondo al territorio comunale e non il tema principiale.

      • sull’aspetto legale non mi pronuncio, non è “roba mia”. Che sia stato legale o no l’hanno fatto ed è sulla questione scientifica ed ambientale che mi focalizzo

  3. Carlo Vellutini says:

    Ovviamente se ci sarà un dibattito sul tema sarò ben felice di moderarlo. Sul tema del Fracking a Ribolla domani sera (giovedì) alle 21 su TV9 (canale 16 del digitale terrestre in tutta la Toscana) sarà ospite il sindaco di Roccastrada Innocenti che, tra le altre cose, farà anchenil ohto sulla questione. In effetti anche lui, dopo aver approfondito la cosa (anche se le autorizzazioni sono regionali e bypassano i comuni) ammette che nell’area Bruna 1 si sono fatti seppur “mini” degli interventi di fracking. Però spiegherà anche come i sondaggi rimarranno tali in quanto dei due sondaggi il primo non ha dato risultati per la qualità del metano, quello di Pian del Bichi invece per la quantità poco considerevole presente. Da qui la decisione che pare la società abbia preso di soprassedere dall’estrazione.

  4. rispondo a Robi:
    1. chi tiene questo blog ha il mio indirizzo e-mail quindi mi può richiedere la presentazione ed eventualmente possiamo anche vederci

    2. questione pozzi: la ceramica è inerte e quindi non inquina. Però la questione dei pozzi e della mescolanza fra falde acquifere diverse è un rischio. In che modo? ce ne sono due: 1. se la camicia del pozzo si rompe (e che siano eterne non ci credo) 2. se un pozzo orizzontale ne incontra uno verticale

    3. D’orsogna e m5s: continuo a pensare che la D’Orsogna con i suoi strepiti e le sue imprecisioni geologiche faccia più male che bene alla causa dell’ambiente. Certo, è una mia opinione, e come tale opinabile

    4. sul processo dell’Aquila la mia l’ho detta. spero nei prossimi mesi di poter dire qualcosa di più… sto facendo delle ricerche in proposito. Invito a leggere questo mio post: http://aldopiombino.blogspot.it/2012/12/italiani-scienza-e-tecnologia-quale.html

  5. visto che vengo chiamato in causa:
    1. figurarsi se sono favorevole ad una attività del genere di quella proposta a Ribolla… ci mancherebbe altro. Personalmente sono impegnato come ambientalista nella riduzione dell’uso dei combustibili fossili e anzi ho fatto notare in una recente conferenza che le estinzioni di massa sono dovute proprio ad improvvisi aumenti del CO2 in atmosfera, quindi pensate che opinione possa avere su proposte del genere….
    e nel mio blog ho parlato spesso di energia, della dipendenza da combustibili fossili e delle energie rinnovabili. Non pensavo proprio di essere additato come esponente del campo dei filo-petrolio…
    semmai sono molto critico anche con certi ambientalisti, come la D’Orsogna, che spesso non si rendono conto di fare disinformazione a causa di loro errori di fondo (ciò non toglie che su molte cose io abbia la sua stessa visione).

    2. io non ho giocato con le parole, non sono un filosofo, ma un tecnico. Giocare con le parole non è nel mio stile nè nel mio DNA, perchè la scienza si fa con fatti ed osservazioni e non con le parole. Citando il sito della compagnia si legge che si tratta di
    “hydraulic fracture job coupled with ceramic proppant, designed to enhance productivity”
    e qui c’è chi parla senza essere troppo informati (e forse non sono stato chiaro neanche io?): la discussione negli USA come in Polonia, Ucraina, Romania, Inghilterra etc etc non verte sul fracking in se stesso ma sugli “ausiliari chimici” che vengono impiegati per farlo.
    Sono sostanze chimicamente devastanti il cui uso mi lascia interdetto. Ma a Ribolla non verrebbero usate perchè – per fortuna – non ce ne sarebbe bisogno… ai tratterebbe di immetterebbero solo degli abrasivi ceramici di impiego molto comune anche nell’industria senza conseguenze.
    Per cui non ci sarebbero i problemi che rendono il fracking da “scisti gassiferi” una tecnica ambientalmente ignobile. E in Italia rocce di quel tipo per fortuna non ci sono

    3. ho anche forti perplessità (a dire poco…) sulla questione della iniezione di CO2 per i rischi che detta attività può comportare (vedasi in Camerun la strage del lago Nyas del 1986)

    4. sul processo dell’Aquila: da parte dei veri colpevoli, la politica locale, si è scelto la via di dare un colpevole in pasto alla folla: visto che è stata la politica locale a classificare a non alto rischio l’aquila e dintorni quando si sapeva benissimo fino dagli anni 80 che era una delle zone più a rischio a causa del ritardo dell’evento…
    perchè non sono stati denunciati coloro che hanno deciso la zonazione sismica locale? perchè nessuno è stato denunciato per aver legiferato in maniera scorretta?

    con un risentimento sismico del genere potevano crollare solo dei comigmoli e dei cornicioni… non palazzi interi…. e mi riferisco specificamente agli edifici moderni, crollati per inadeguatezza strutturale e/o dei materiali impiegati.

    la Pezzopane dovrebbe andare a seppellirsi da qualche arte anzichè sparare idiozie…

    5. fa ultimo – ripeto – forse non sono stato chiaro, ma vi assicuro che attività come quella proposta a Ribolla sono semplicemente impresentabili e da cassare.

    ovviamente sono disposto a parlare più dettagliatamente con chiunque di voi. poitrei anche farvi avere una presentazione sul fracking per i gas shales che ho fatto all’università e nella quale ho stroncato senza appello tale pratica

    • Robi says:

      Inanzitutto un grazie per aver intavolato con noi questo dibattito che ci tocca veramente da vicino e nell’approfondimento del quale siamo certamente anni luce dietro sia a lei che alla D’Orsogna, sia a Fiorentino D’Arco che alla IES.
      Qui a Grosseto, organizzato dall’ass.Tei (che non finirò mai di ringraziare per questo), c’è stato un incontro al quale ha partecipato la IES, Fiorentino, molti Comitati fortemente preoccupati…ed il sottoscritto.
      Poco prima di tale incontro ho avuto modo di parlare a lungo con la D’Orsogna che è passata anche da noi grazie ai ragazzi del 5 Stelle di Grosseto.
      Ho fatto questa premessa alla mia risposta perchè vorrei fosse chiaro che stiamo cercando, qui a Braccagni e dintorni, di capire veramente come stanno le cose sulla concessione Ribolla senza pregiudizi di sorta.
      Tenga inoltre presente che io non sono un tecnico del settore ma uno che ha a cuore questa terra si’ bella e delicata che sembra sempre sotto attacco.
      Vorrei quindi cercare di approfondire meglio alcuni punti che mi hanno, a suo tempo, lasciato perplesso leggendo proprio il suo ragionamento sulla D’Orsogna:
      lei sostiene nel blog, e me lo scrive giustamente nel punto 2, che tutto il nocciolo della questione rispetto ai rumors che agitano ormai mezzo mondo sta’ negli additivi utilizzati per massimizzare il processo di frattura della roccia e la conseguente maggior unione di microcavità sature di gas e che nel processo in atto sulla concessione Ribolla, o nel resto d’Italia, questi NON vengono utilizzati proprio perchè non abbiamo quel tipo di conformazione del sub-strato che ne permette l’uso (più o meno il concetto mi pare questo).
      Fin qui niente da dire: lei è geologo ed io no e la mia conoscenza del terreno è scarsa a quota ‘0’ figuriamoci sotto.
      Il problema che mi fà cozzare la sua evidente volontà di rifuggire dal petrolio con le sue parole stà nel fatto che la stessa IES qui, nell’incontro di novembre 2012, ha ammesso, anzi, balbettato, che sul sito c’è scritto che loro hanno fatto fracking per un errore di traduzione da italiano ad inglese e poi di nuovo da inglese ad italiano ma che in fin dei conti hanno fatto un ‘piccolo fracking’ (sono le parole usate dai rappresentanti della società stessa) nelle sette settimane di prove di produzione iniettando il proppante ceramico (che non è acqua ma un additivo che poi rimane comunque nel sottosuolo, certo ad oggi innocuo rispetto ai 1000 circa che usano per le rocce ma…?) che serve a tenere aperte le fratture (e tecnicamente frack=frattura) nello strato di carbone (nel nostro caso). Inoltre ci hanno detto che essendo il nostro un bel carbone asciutto non possono iniettare acqua poichè in quel caso la produzione diminuirebbe proprio in virtu’ del fatto che questa ne saturerebbe i pori.
      E allora? E allora qui si metterebbe CO2 poichè questa ha un legame elettrico con il carbone prevalente rispetto al metano e a questo si andrebbe a sostituire naturalmente liberandolo per la produzione.
      Ma da noi il problema principe sta’ nel fatto che le falde acquifere superficiali sono potabili e riforniscono gli acquedotti mentre subito sotto vi sono falde di acqua solfurea che ‘n si potabilizza. Acquedotto del Fiora qui in Maremma parla di fare desalinizzatori marini invece di investire in recupero degli sprechi dovuti alle condotte che somigliano più a scolapaste che a tubazioni.
      La mia domanda nell’incontro di novembre 2012 fatta ai signori della IES è stata se loro sono in grado di garantire o meno che i vari strati delle falde NON entrino in contatto tra di sè (perchè questo viene ancora prima del proppante o del borotalco) poichè Maremma senza acqua potabile = morte.
      Mi hanno risposto di si poichè la cementazione del posso è quella con il nuovo cemento autoriparante e perchè i loro pozzi sono garantiti quindi ciò che pescano in fondo passa solo dentro al pozzo….già, ma io non ho capito una cosa: il problema riguarda qui gli strati intermedi che non sono di roccia ma spesso di calcare o, peggio, gesso e sempre qui la Regione Toscana ha fatto notare in tempi non sospetti che c’era rischio di sinck-hole dovuto alle falde che portavano via il gesso: allora mi chiedo: come si fà a pensare di avere una tenuta stagna anche al di fuori dello strato più esterno di cementazione del foro? Già in altri casi legati alla Geotermia abbiamo avuto qualche problema e, le dirò Aldo, dell’ENEL mi fido parecchio più che della IES.
      Un’ultima cosa: pare che la IES abbia fatto le prove di fracking quando nella concessione non c’è scritto… andiamo benino andiamo.
      Detto questo la ringrazio per il punto 5 che sposa, ormai dopo essermi documentato, pienamente il mio pensiero (anzi: lei l’ha detto prima e quindi sono io che sposo il suo :) ) e le do’ la mia piena disponibilità a qualunque tipo di incontro per capire meglio perchè tali tipologie di interventi possano essere dannosi in un senso piuttosto che in un altro o non esserlo affatto in certi casi.
      La sua presentazione sarebbe certo cosa graditissima e da divulgare, con il suo permesso, proprio perchè il suo blog lo trovo ben argomentato.
      Intanto il suo intervento è stato per questa piazza un bel regalo che la simpatica befana ci ha fatto trovare oggi con l’augurio di un bel percorso che, magari, possa chiarire le idee anche ad altri senza estremismi o paraocchi.
      Robi

      • Patrizio says:

        Chiedo al Comitato SOS Braccagni se può organizzare un incontro a Braccagni sul tema, con tutti gli interlocutori importanti citati e che hanno scritto su questo blog, magari con la moderazione del giornalista Carlo Vellutini che legge il Blog ed è di Braccagni, il tutto alla presenza del Presidente del Comitato. Bisogna che la gente di Braccagni venga informata e possa formarsi direttamente una opinione e la cosa va fatta entro gennaio prima di cadere nella campagna elettorale che potrebbe creare strumentalizzazioni indesiderate.

  6. mezzamestola says:

    ecco, io fondamentalmente la penso così riguardo alla sentenza dell’aquila, PROPRIO COME L’ASSESSORE Cdel comune dell’Aquila che ha scritto sul sito del Comune questo commento:

    Dopo il danno, anche la beffa. Infatti dopo il tragico danno della Commissione Grandi Rischi e della Protezione Civile che qui l’aveva mandata per rassicurarci, adesso la beffa di una parte della comunità scientifica avallata dalla brutta politica e dalla brutta informazione.
    Il processo alla Commissione Grandi Rischi e la sentenza emanata, sono atti specifici volti all’accertamento dei fatti che avvennero a L’Aquila prima del terremoto.
    Nessuno e tanto meno il Comune dell’Aquila che si è costituito parte civile, ha mai avuto intenzione di processare la scienza. Piuttosto ci interessa accertare atti e responsabilità di quei componenti della Commissione Grandi Rischi che a L’Aquila è venuta, non purtroppo per indagare il fenomeno che da mesi colpiva il territorio, bensì per obbedire al comando del capo della Protezione Civile Bertolaso che in una intercettazione telefonica con l’assesore Stati, pubblicata mesi fa sul sito di Repubblica, affidava agli scienziati il solo scopo di fare esclusivamente “un’operazione mediatica” e “tranquillizzare la gente” .
    Bertolaso e Stati convennero su questa necessità e non ci furono voci di scienziati a rompere quel micidiale schema utilizzato, non per conoscere e informare ma per rassicurare.
    La comunità scientifica e quei politicanti da strapazzo che insorgono contro questa sentenza, nulla sanno degli atti processuali e non aspettano, come sarebbe giusto e rigoroso, di vedere le motivazioni della sentenza, ma più comodamente usano la metafora ideologica e davvero poco razionale del “processo alla scienza”.
    Mi sarei aspettata dalla comunità scientifica una presa di distanza dai comportamenti di quei “cosiddetti scienziati” che, invece di comportarsi da tali, hanno piuttosto assecondato il bisogno politico della rassicurazione, invece del bisogno scientifico dell’informazione.
    Quando un giudice condanna un medico che per negligenza o imperizia ha prodotto menomazioni o morte ad un paziente, è forse un processo alla medicina? O non è molto più semplicemente il processo a quel medico negligente e incapace? Quando si processa un politico che ruba e lo si condanna giustamente, non è semplicemente il processo a quel politico e alle sue ruberie e non un processo alla politica? I medici competenti e i politici onesti ringraziano i giudici che condannano incapaci e disonesti.
    Questa coraggiosa sentenza rende un po’ di giustizia agli aquilani truffati prima e dopo il terremoto ed ingannati in maniera vergognosa.
    Il terremoto dell’Aquila non poteva essere previsto, ma a noi aquilani non è stato detto questo, è stato detto esattamente il contrario, ovvero che non era prevedibile in quel dato momento un terremoto grave e che lo sciame sismico era un fenomeno di scaricamento dell’energia, cioè un elemento positivo e tranquillizzante.
    Come può allora una comunità scientifica preferire una difesa ad oltranza di chi è condannato, invece di difendere la scienza dall’oltraggio delle interferenze della brutta politica che in quella circostanza e forse anche in altre hanno usato commissioni, comitati per fini che nulla c’entrano con l’informazione scientifica?
    Ben vengano allora le dimissioni. Si troveranno sicuramente altri scienziati animati da amore per la scienza e per la buona informazione per farne parte.
    La Commissione Grandi Rischi in occasione del terremoto dell’Emilia Romagna si è comportata molto diversamente, così come la Protezione Cilvile in più di un’occasione dopo il 6 aprile ha lanciato allarmi meteo, addirittura invitando la popolazione a non uscire di casa. Non mi sembra che quegli allarmi abbiano prodotto se non qualche disagio, gravi ripercussioni. A L’Aquila sarebbe bastato non negare l’evidenza.
    Mentre nella città ferita, dopo le rassicurazioni, si sono contati 309 morti e migliaia di feriti.
    Ma l’Aquila pur truffata ed ingannata non si arrende.

    L’assessore al Comune dell’Aquila
    Stefania Pezzopane

    http://www.comune.laquila.gov.it/index.php?id_oggetto=3&id_cat=0&id_doc=1433&id_sez_ori=197&template_ori=6&&gtp=1

  7. nello says:

    Forse avete ragione, ma permettetemi i dubbi mi rimangono e anzi, più sento i giudizi (ultimo quello di Mercalli ieri sera da Fazio) credo che si vada incontro a tempi peggiori. Se la sentenza dell’Aquila, di cui per altro non ho letto le motivazioni, è basata su pressioni politiche che hanno portato alla famosa dichiarazione del 9 Aprile, è parzialmente giusta, ma i principali attori ne restano fuori; ma se la causa della pesante condanna è quanto dichiarato dai personaggi in oggetto permettetemi dissento in modo netto, come del resto hanno fatto non solo le associazioni mondiali, ma gli Stati stessi. Di esempi simili ne abbiamo a bizzeffe: gli eventi straordinari (terremoti, alluvioni etc.) sono non prevedibili e, se così, non si può creare allarmismo. Oggi abbiamo una seconda Aquila nel Pollino , dove da due anni si trascinanono sciami sismici, una commissione di tecnici che deve fare: tutti in piazza che forse fra qualche altro anno ci sarà una scossa tremenda? Credo che l’effetto sia peggio della causa (ricordate la favola del pastore e del lupo?). No un acommissione che si deve deve rendere edotta la popolazione dei rischi che si corrono (e su questo mi sembra che la stessa commissione dell’Aquila abbia fatto, poi se i politicanti…..) ed eventuali rimedi (che su un terremoto ripeto sono minimi, quelli che insegnano le minime norme di sicurezza anche , purtroppo in poche, scuole). Diverso il discorso se gli effetti disastrosi di un evento imprevedibile sono a causa dell’incuria (le alluvioni dello scorso anno in Lunigiana e Liguria ne sono l’esempio, addirittura il centro di raccolta di Aulla era previsto nella sala che per prima è stata sommersa….), in questo caso sì che dovrebbero colpire, ma siamo in un paese dove la politica sorpassa la legalità e se un ex premier viene condannato, anche su indicazione di società estere con cui aveva contatti, e grida, purtroppo seguito da molti, alla magistratura “comunista” che lo perseguita, si va poco lontano: i tecnici purtroppo sono sempre additati e sempre sbagliano e quindi sono facilmente perseguiti. Vi ricordo il casino che hanno fatto i versigliesi l’anno scorso che per i ponti primaverili il LAMMA aveva previsto grosse piogge, che non avvennero, oppure pochi giorni fa perchè la stessa non aveva previsto un’ora di pioggia torrenziale in un area delimitata durante una giornata piovosa.
    Sicuramente la sentenza dell’Aquila un risultato l’ha ottenuto: ora tutti si parano il c..o. La Commissione Grandi Rischi si è dimessa e solo le insistenze governative a fronte della situazione del Pollino l’hanno per ora fatta tornare sui suoi passi; in compenso dalla data della sentenza tutti i meteorologhi prevedono alluvioni ad iosa, così loro sono tranquilli e lo stato paga (pensate a tutti gli uomini e mezzi che è costretto ad impiegare …..).
    Dal contenuto del video, di cui ero a conoscenza da tempo in quanto avevo letto la cronaca sui giornali (mi sembra proprio i primi giorni del terremoto), ho la conferma ,e anche diciamo così, la giustificazione della mia ignoranza. Non è solo il maremmano ignorante e rozzo (come siamo indicati campanilisticamente) Nello a non conoscere il problema, ma anche gente che sulla carta mi dovrebbe rendere edotto. Lo dico dall’inizio della discussione, le informazioni che riusciamo ad ottenere sono solo di parte, non abbiamo riscontri se non, in pratica, generico “dite cavolate”. Spero di essere presente il 6 Novembre, ma credo che sarebbe necessaria una assemblea pubblica in quanto sicuramente la sala consigliare sarà piena di pseudo scienziati che si devono mettere in mostra (mi riferisco a certe associazioni che hanno messo bocca solo dopo che degli imbranati, escludo gli studiosi che ci hanno messo la faccia a seguito dei loro studi, hanno preso dichiarazioni le hanno studiate e su quelle hanno posto dei dubbi). Deve essere il gruppo di “sos braccagni.net” ha porre dei dubbi ai diretti interessati? Io dico, sì è giusto che lo abbia fatto, ma dico altresì che sarebbe stato giusto che lo avessero fatto prima le associazioni pseudo ambientalistiche e non che escano allo scoperto quando il problema è nato e, volente o nolente, ha preso campo ed interesse da parte della popolazione. Per lo meno questa volta il nostro gruppo non ha preso e, credo, non prenderà schiaffoni (metaforisci) dai nostri paesani.
    Se si farà un assemblea, che perorerei a Braccagni, è giusto chiamare anche il Dott. Piombino, che mi sembra, senza entrare in polemica, non sia totalmente favorevole al fracking, ma anche l’esimio politico roccastradino che ha detto di aver fatto un assemblea pubblica ed aver ottenuto totale appoggio dai presenti. Può darsi che l’abbia anche fatta, forse in sordina, in quanto io mi tengo informato su quanto avviene nelle vicinanze (vedi ad esempio la nostra presenza a Sticciano su futuro della zona in una assemblea , aperta, del PD, dove credo è stata l’unica volta di un confronto pubblico fra Marras e un comitato del “NO” al Polo), comunque un fatto così importante, se si vuole non solo ecologistico ma anche economico, deve essere portato a conoscenza anche dei paesi limitrofi , anche solo informativo e non limitativo (un pò quanto avviene per altre realtà locali, tipo Scarlino Energia o, di ora, l’antimonio mancianese)

  8. Biadone says:

    Il tema è scottante e la sentenza di condanna della commissione scientifica credo che abbia una lettura ben precisa. Non credo che i giudici abbiano condannato gli scienziati per la loro mancata previsione di un terremoto, è difficile prevederlo; credo che abbiano condannato un comportamento “leggero” della commissione, che, sembrerebbe, abbia ceduto alle volontà della politica. Va bene non creare allarmismo ma anche sminuire ha i suoi effetti negativi, per cui ritengo che gli scienziati e gli studiosi dovrebbero fare il loro lavoro, informare i cittadini spiegando anche quali siano i limiti della scienza, che non può prevedere tutto.

    • Robi says:

      Esatto Fabio, hai colto esattamente il perchè del riferimento!
      Mi spiego meglio: è così palese che troppi vanno dietro agli interessi ‘superiori’ che noi cittadini veniamo usati al posto degli euro.
      Mi ricorda un po’ la battuta che facevamo da ragazzi quando si parlava di scambiare le fidanzate o le mogli con cammelli… qui ci stanno scambiando con i soldi che poi sono il foraggio di questo sistema ormai al limite del collasso. Il video è incredibilmente inequivocabile nel pressapochismo con cui l’argomento è stato trattato. Bene la magistratura a questo punto che punisce questi personaggi!

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