E noi si paga

Da tempo pensavo di intervenire sui grossi sprechi italici e nel contempo sui grossi sacrifici che ci richiedono. Mi decido oggi dopo la morte dell’ennesimo nostro giovane in quelle che vengono esaltate come missioni di pace. E’ vero che un detto dice “per portare la pace occorre fare la guerra”, ma a me risulta difficile capire perché il nostro esercito deve portare la pace dove non ha fatto la guerra, ma soprattutto che ci costi un sacrificio enorme quanto quello della morte di molti giovani (solo in Afganistan sono ad oggi 54). Tutto questo a fronte di spese enormi e ritorni “zero”: Non mi risulta che la nostra economia abbia avuto benefici nella ricostruzione della ex Jugoslavia, dell’Iran e, si può supporre, domani dell’Afganistan. A questo si aggiunge l’enorme sborso di denaro pubblico per spese su armamenti che alla fine, per me (ma non solo) forse ignorante in materia, mi sembrano inefficaci (pensate quanti incidenti con conseguenze più o meno gravi hanno subito il LINCE oppure il contratto super oneroso per l’acquisto degli F35, aerei che gli stessi USA hanno messo a terra per l’inefficacia e la poca sicurezza).
Il discorso si può allargare anche ad altri campi, tipo alle autostrade ( in particolare alla Tirrenica) o alla TAV. Anche in questo caso i soldi pubblici vengono dilapidate per spese di per sé anche importanti, ma che però in questo periodo di vacche magre si potrebbero dirottare tali soldi per altre cose adesso più impellenti. Penso al problema del lavoro, della sanità, del sociale o anche a cose anche più terra terra, ma sempre necessarie (es. tagliare l’erba, come qualcuno ha fatto notare in un precedente intervento).
Forse qualcuno si porrà la domanda: ma cosa legano le missioni di pace, la Tirrenica o la TAV, al di là degli esborsi, con Braccagni? Certo che c’è un nesso, perché direttamente o indirettamente, ci siamo dentro. A Braccagni da anni ci abitano molti militari con alcuni io scambio solo buongiorno o buonasera, con altri (ad esempio il mio vicino) ho stretto rapporti e lui è uno che è tornato (per sua fortuna) da una missione di pace in Libano. Stesso discorso si può fare per la Tirrenica: forse è giusto chiudere da Rosignano a Civitavecchia (addirittura ci viene detto che è l’UE a chiederlo, come del resto la TAV, ma è strano che vengono disattese tutte le norme della stessa, vedi misure e/o la gratuità dei pedaggi), ma se è così, deve essere una vera nuova arteria. Ora si spenderanno soldi pubblici usufruendo di quello che i cittadini hanno già pagato (la Variante) e sfruttando a sud la vecchia sede, ma non proponendo (vale anche a nord) una viabilità complanare seria, anzi il “privato” lascia oneri e onori al pubblico (ennesima beffa per noi contribuenti). Forse la TAV sembrerebbe l’argomento che meno ci interessa, ma non è così. I soldi (sempre pubblici perché anche se SpA è sempre lo stato proprietario al 100% di RFI e sue società collegate) che ci vengono buttati sono tanti (ci si deve considerare anche quello delle Forze dell’ordine impegnate a imporla) ma a cosa serve? In teoria sulla TAV dovrebbero viaggiare solo treni viaggiatori, quindi linee quasi esclusive ed è anche vero che i tempi di percorrenza si abbreviano ma a prezzi di utilizzo elevati (utilizzando treni ad Alta Velocità, ci sono anche da Grosseto, per stare qualche ora in più con mio figlio a Milano un paio di mesi fa ho speso la modica cifra di 254,80€, a/r in due, il bello è che al ritorno ho si impiegato un ‘ora e mezzo da MI-FI, ma né ho impiegate poi 3 e mezzo per giungere a Grosseto, un 7’ in meno perché il treno FI-GR prevedeva la sosta qui). Per poter rendere retributiva la TAV si tagliano gli interventi sul servizio locale (forse qui c’è di mezzo anche la Regione) con abbandono di stazioni, treni inefficienti e soprattutto sporchi, oppure dirottando su linee TAV treni Freccia Bianca in barba ai cittadini del terzo mondo, come reputo che si sia considerati noi maremmani (ma ci metterei anche i livornesi), non solo da Roma…….


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