Fracking, ovvero rischio terremoto e certezza inquinamento falde acquifere?

Domenica 7 Ottobre alle ore 17,00 presso ‘Il Sole’ in viale Uranio a Grosseto sarà presente la dott.ssa Rita D’Orsogna della California University che illustrerà il punto delle conoscenze e delle teorie su questa tecnica estrattiva che conta ben 300 richieste di perforazione in Maremma e che ha già ‘saggiato’ vicino al nostro paese Braccagni.

L’evento facebook è rintrcciabile al seguente link:

http://www.facebook.com/?ref=home#!/events/436781253034808/

Per ricordare al lettore l’argomento ed una mini-raccolta di documenti sull’argomento ecco il rimando all’articolo presente sul nostro blog:

http://culturale.braccagni.net/wordpress/?p=1762

Da dove nasce la preoccupazione per questa tecnica? Presto detto: in pratica si tratta di frantumare rocce in profondità per estrarre idrocarburi e gas lasciando delle enormi cavità sotterranee e profondità anche notevoli per poi usarle, finita l’estrazione, come immensi depositi di CO2. Chiaramente questo porta a mettere in comunicazione vari strati geologici così come a disperdere nel sottosuolo le più svariate sostanze chimiche (si parla anche di radioattive) che servono appunto alla frantumazione….e se c’è una falda acquifera anche secondaria il gioco è fatto.

Inoltre lo stesso procedimento è stato già seguito in Emilia e sono sempre di più coloro che ipotizzano che la conseguenza di questa tecnica possano essere scosse telluriche o che ne possa innescare gli sciami vista la sostanziale alterazione degli equilibri negli strati rocciosi profondi.

Sarà proprio interessante capire cosa già è stato scoperto e poter fare domande a chi stà dedicando la sua ricerca a questo argomento come l’ing Fiorentino sul portale dedicato all’argomento dove si riporta anche l’articolo dedicato da La Nazione del 23 settembre 2012:

http://www.maremmaefuturo.it/doc/FRACKING_LaNazione_23Settembre2012.JPG

ed il video realizzato proprio sulla concessione del fiume Bruna, al Madonnino:

La domanda a questo punto è sorta spontanea: noi ci scandalizziamo per la partita di calcio alla domenica ma, continuando così, ci sarà sempre una domenica?


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16 Responses to Fracking, ovvero rischio terremoto e certezza inquinamento falde acquifere?

  1. nello says:

    Oggi a firma di Maurizio Ricci sulle pagine economiche della Repubblica c’è un articolo, secondo me interessante (prendendo spunto alla chiusura di centrali termoelettriche a gas per tornare al carbone in Europa) sul Fracking e/o shale gas. In pratica da una parte si esalta il metodo dall’altra lo si butta a mare. In particolare da quanto scritto si dice che negli USA è una tecnica di estrazione metano molto economica e quantitativa, attribuendo a questa tecnica la caduta di un no eclatante: gli Usa sono entrati nel mercato (esportazione) del gas, con gaudio specie per l’Europa. Addiritturra pare che studi e proiezioni statunitensi indichino una quantità estrattiva enorme in Europa specie in Francia, Polonia, Bulgaria e Ucraina. (anche se la Polonia abbassa la stima a sette volte meno). In parole povere sembrerebbe tutto oro, poi tutti i dubbi che molti eplicitano (riportati anche su questo blog) vengono al pettine (rischio terremoti, inquinamento falde etc). Il bello è che se veniamo alla nostra Italietta le famose stime americane dicono che in Italia le possibilità estrattive sono praticamente ZERO; sembrerebbe che in Italia, come in pratica in tutta Europa, ci sarebbero difficoltà per il trasporto delle trivelle(?ma quanto sono grosse?), ma soprattutto che, oltre al rischio inquinamento, non c’è acqua a sufficienza per la frammentazione. A tutto questo bisogna aggiungere che la legge americana (come del resto sa benissimo chi ha seguito il dibattito), a differenza di quella europea, riconosce il sottosuolo come proprietà privata e non pubblica. Tutto questo porta alla conclusione giornalistica che: si qualcosa si risparmia, ma non come succede in America….però non ci sarebbe più il rischio di chiedere gas a Gazprom e stare alle bizze di Putin.
    Bella soddisfazione…….

  2. merola says:

    Ecco qui ciò a cui dobbiamo stare attenti, bisogna seguire le vicende di questo decreto che ritengo stia per uscire entro novembre, con cui verranno stabiliti i limiti e i modi per proseguire queste perforazioni e le loro modalità….

    Decreto Legge 24 gennaio 2012, n.1
    Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività.

    Art. 16
    Sviluppo di risorse energetiche e minerarie nazionali strategiche
    1. Al fine di favorire nuovi investimenti di ricerca e sviluppo delle risorse energetiche nazionali strategiche di idrocarburi, garantendo maggiori entrate erariali per lo Stato, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa sancita in sede di Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalità per individuare le maggiori entrate effettivamente realizzate e le modalità di destinazione di una quota di tali maggiori entrate per lo sviluppo di progetti infrastrutturali e occupazionali di crescita dei territori di insediamento degli impianti produttivi e dei territori limitrofi nonché ogni altra disposizione attuativa occorrente all’attuazione del presente articolo.

    questa la legge di conversione:
    http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-03-24;27

  3. nello says:

    Dopo oltre trentanni il cinema americano riproporrà un film sull’ attualità energetica. Alla fine degli anni 70, in piena bagarre nucleare sì- nucleare no uscì il film la “Sindrome cinese”, era il perodo del catrastrofismo, ma sicuramente la sceneggiatura, credo nata dall’incidente della centrale nucleare Three Island con il rischio della fusione del nocciolo (fusione avvenuta 9 anni dopo a Cernobyl), risvegliò l’attenzione di tanti, anche fra gli sfegatati nuclearisti. Come allora un altro big di Holliwood ( ieri Jane Fonda e Jack Lemmon, oggi Matt Damon, addirittura sceneggiatore) affronta un tema scottante, cioè il fracking, e come allora ha dovuto combattere contro la politica per poterlo proiettare. In America ssiamo in piena corsa elettorale con due candidati uno dichiaratamente contro la lobby petrolifera, l’altro da questa sostenuto e in pratica la lobby stessa si vede che ha i suoi tentacoli anche nel cinema, visto che è riuscita a far posticipare a dopo Natale l’uscita del film, che in teoria era già pronto adesso. Un film è l’espressione del suo autore, ma se “Promisend land” è costruito come la “Sindrome cinese” penso sia utile vederlo, io che ero (sono) un nuclearista ritenni positiva la visione e anche il contenuto, aspettiamo l’anno nuovo per vedere se impariamo qualcosa di nuovo. Intanto oggi su Repubblica c’è una pagina intera e lo schema sintetico, ma interessante, del metodo estrattivo, speriamo che anche l’altra stampa prenda esempio e cominci a fare luce (in entrabi i casi) sul problema

  4. Giovanni S.D. says:

    Bene, allora una domanda, anzi due:
    Perchè non fate proprio una pagina dedicata al comitato?
    Si puó parlare anche della viabilità che fà veramente schifo?
    Grazie

    • nello says:

      Se cerchi per categorie troverai molto sulla viabilità, sia interna che sull’autostrada.
      Non capisco invece cosa intendi per “pagina dedicata al comitato”: se inyrndi tutto quello che s’è fatto, esiste il sito “sos braccagni.net” che è il sito ufficiale del Comitato “No Polo”; se invece intendi quello che farà il comitato, bene mi sembra che qualcosa s’è già intrapreso (viabilità e fracking, anche se per ora quasi in forma autonoma), ma se leggi il post di Fabio (il Presidente) capisci che si deve ancora partire ufficialmente come voce dei problemi paesani, pur non distogliendo l’attenzione sul Polo, che, come saprai, ci hanno detto che non si farà, ma io dei politici non mi fido molto e quindi…..intanto la zona prescelta per il Polo per ora non è ritornata alla sua giusta utizzazione rimanendo zona industriale

      • robi says:

        Ben detto Nello!
        Inoltre prima di creare ed imboccare decisamente la strada dell’informazione ai nostri concittadini (pur essendo un convinto sostenitore della libera informazione e concordando con l’affermazione del fatto che il Comitato SOS debba avere la giusta collocazione con una pagina dedicata qui visto che da monotematico lavorerà a tuttotondo) aspettiamo almeno di riunirci e decidere come informarsi ed informare.
        Il tema è delicato e prendere cantonate è facile come abbiamo visto, senza confrontarci sarebbe certo peggio.
        Quindi un po’ di pazienza caro Giovanni visto che mi sembra tu tenga a questi luoghi (e ne siamo felici) sappi che ogni aiuto è il benvenuto.

    • Fabio says:

      Questo scambio di opinioni mi ha portato ad una riflessione che condivido con voi, qui, alla luce del sole:
      il blog SOS Braccagni NET nasce, come del resto il Comitato, per la lotta al polo logistico attaccato al paese di Braccagni e contiene tutto il percorso intrapreso dal Comitato: incontri, documenti, motivazioni, comunicati, ecc.. Ritengo che questo debba rimanere come “monumento” a futura memoria di questo scellerato progetto.
      Trovo interessante la proposta di aprire su questo blog una pagina che raccolga le iniziative future del Comitato, visto che con la storia del polo è già iniziata una collaborazione. Ne parleremo sicuramente in riunione.

  5. Biadone says:

    Non dimentichiamo che oltre alle ricerche per idrocarburi ci sono quelle per le risorse geotermiche. Solo in Maremma sono stati richiesti oltre 30 permessi.
    A questi vanno aggiunte le richieste di permesso di ricerca mineraria per oro, argento, piombo, zinco, rame ed antimonio, un esempio è il progetto che riguarda Manciano (http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/territorio/pianificazione_territorio/rubriche/visualizza_asset.html_1440502253.html). Non ho al momento un dato certo ma posso stimare che siano oltre una decina.
    Poi ci sono le ricerche per le acque minerali e termo-minerali, un’altra decina?
    Tutto questo si somma alla storica attività di sfruttamento geotermico dell’ENEL, con la proposta di nuove centrali che danno sicuramente nell’occhio per le loro dimensioni ma che, in un bilancio complessivo di un assalto a perforare la Maremma, ritengo siano il male minore. Maremma gruviera!!

    • robi says:

      Vorrei aggiungere quanto ho messo su Facebook:
      “Meno male che da noi niente fracking, l’assessore Tei era stato anche tranquillizzato… poi leggo questo:

      http://blogeko.iljournal.it/2012/gia-fatto-un-test-di-fracking-in-toscana-e-la-tecnica-che-puo-innescare-terremoti/67856

      e mi rendo conto che parla proprio di noi, alla dritta del Madonnino, dietro la chiesa, e le faglie e lo strato di gesso causa dello sprofondamento de Gli Acquisti?

      Già fatto un test di fracking in Toscana. E’ la tecnica che può innescare terremoti | Blogeko.it
      blogeko.iljournal.it
      Se n’è parlato a sproposito per il sisma in Emilia Romagna, ma a Grosseto viene davvero esplorata una zona in cui si vorrebbe estrarre gas con questa tecnica.

      Mi piace · · Condividi · pochi secondi fa · ”

      Che dire: il ‘mi piace’ è per dire che questi continuano imperterriti a voler affondare la Maremma e tutti noi!

      Ed i nostri concittadini sanno ben poco di tutto questo. Condordo con Patrizio caro Fabio: il Comitato Sos Braccagni NET deve farsi carico a questo punto di lavorare a 360° affinchè si possa smettere di gridare sempre sos. Propongo di andare in massa domenica a sentire la dott.ssa D’Orsogna e l’ing.Fiorentino in via uranio (tanto per rimanere in tema) e poi affrontare un pubblico dibattito nella nostra comunità locale ma anche con quelle dei paesi intorno e cercare di uscire con un documento sottoscritto dai cittadini.

      • Fabio says:

        Come Presidente del Comitato SOS Braccagni NET mi sono già attivato per recuperare documenti in merito ed affrontare l’argomento in una riunione dello stesso.
        Approfitto di questa occasione per comunicare che il Comitato nell’ultima riunione ha deliberato di ampliare il proprio raggio di azione, vista la positiva esperienza e coesione del gruppo. Quindi la nuova missione è di occuparsi di quanto accade sul territorio della ex Circoscrizione e zone limitrofe.
        Contiamo molto sulle segnalazioni dei cittadini e lettori di questo blog, il Comitato è aperto a tutti, apartitico e apolitico. Naturalmente non siamo “professionisti”, nel senso che siamo cittadini comuni, con un lavoro, una famiglia, degli hobby, ecc., ma teniamo al nostro territorio ed al futuro dei nostri figli e per questo ci impegneremo per capire, informare in maniera trasparente e se del caso intraprendere quelle lotte che riterremo necessarie. Non possiamo certo occuparci di tutto ma anche questo blog può rappresentare un ottimo strumento di denuncia e tutela del nostro territorio.

  6. Giovanni S.D. says:

    A vedere dal filmato sembra il retro della chiesa de Gli Olmini.
    Comunque è chiaro che sull’opinione dei geologi rispetto al fracking i pareri sono discordanti visto che non pochi parlano di tecnica che potrebbe innescare movimenti sussultori. Effettivamente non dicono terremoti ma alla fine mi sembrerebbero l’una la definizione dell’altro.

    • La correlazione tra fracking e terremoti è ormai confermata da diversi studi riportati in docuemnti ufficiali. Si può discutere sull’entità dei terremoti. Sul sito maremmaefuturo.it potete scaricare le relazioni della commissione di studio della Comunità Europea e della AEA Tech. Inoltre la compagnia Cuadrilla Resources che utilizza il fracking, ha ammesso che le trivellazioni che ha effettuato hanno creato terremoti. Inoltre nei prossimi giorni pubblicherò un’altra relazione dell’EPA agenzia goevrnativa americana che ha studiato un caso emblematico che si è vericato del 1969 e dati alla mano dimostra la correlazione. Dopo questa relazione l’Epa è stata esclusa dalla competenzae controllo sul fracking. Sono a Vs disposizione per chiarimenti. Potete contattarmi tramite sito o info@maremmaefuturo.it

  7. nello says:

    Cercherò di essere presente al dibattito, anche se da tempo seguo i problemi e recentemente credo di aver letto in rete un intervento della relatrice (ricordo che era una ricercatrice italia in una università californiana, non credo che siano in molte). Credo che, come dice Patrizio, i braccagnini dovrebbero partecipare scevri da ogni strumentalizzazione, in quanto nei dintorni s’è operato (si opera ancora?) per la ricerca del metano e/o gas naturale trattando il grisou che è sicuramente presente nella lignite dell’area mineraria di Ribolla (è ancora viva in molti l’esplosione ddel 1954). La metologia in oggetto è stata applicata nell’area di Ribolla, esattamente non so il punto, certo però verso Braccagni-Pian del Bichi, visto che il campo era stato denominato Bruna, quindi ci può interessare specie se i risultati della ricerca fossero positivi (anni fa lessi una relazione in merito ad una eventuale centrale termoelettrica, non ENEL, da costruire verso la cava dei gessi che avrebbe dovuto sfruttare la lignite della zona, campo ligneo che si estendeva, secondo quanto riportato, fin quasi al Madonnino).
    Non credo che i grandi terremoti che spesso ci sono stati in prossimità di campi di estrazione e/o ricerca con metodo Fracking (ultimo quello dell’Emilia) siano legati direttamente a tale attività (di solito , almeno i geologhi lo asseriscono, l’epicentro è molto profondo, decine di km), ma una cosa mi fa riflettere e mi pone al contempo dei dubbi. Provengo dalla zona boracifera (in particolre Sasso Pisano comune di Castelnuovo val di Cecina) e fino ai 14 anni “estatavo” lì: bene allora, come del resto ora (nei giorni scorsi su alcuni quotidiani, ma soprattutto su “Il giungo.net”, era riportato un evento zona Travale) spesso la terra tremava, poco valore sulla scala Richter ma tremava. Ecco si può fare un paragone diretto fra lo sfruttamento per estrazione vapore e gas con metodo fracking: entrambi abbassano la pressione negli stati sottostanti la crosta terrestre e, mentre nel caso del vapore si può prendere per buono il detto dei vecchi sasserini (si assesta il terreno, in quanto il vapore occupa una sacca molto estesa, il soffione,mi sembra, Radicondoli 1 uno dei più potenti sembra avesseun estenzione fino alla miniera di Campiano, dove usciva acqua bollente), nel secondo caso, per togliere quel poco grisou dalla roccia lignea si utilizza esplosivo (o maniera similare), quindi oltre a diminuire la pressione, sicuramente muta l’assetto reticolare delle rocce limitrofe.

  8. Giovanni S.D. says:

    Il Tei vi ha risposto in pratica: niente fratture, un pó di buchi e il gasse viene sú dassè!

  9. patrizio says:

    A questo punto propongo che il Comitato SOS Braccagni approfondisca e studi il fenomeno, facendosi promotore di ogni contromisura possibile, nel caso in cui si scopra che è dannoso per la gente e la natura. Ovviamente stando ben attento a strumentalizzazioni sia politiche che economiche, cercando di creare una sensibilità trasversale coinvolgendo ed informando Braccagni e campagna circostante.

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